MARC BLOCH, UNO STORICO AL PANTHEON

Giovedì mattina, la nipote di Marc Bloch, Suzette Bloch, accompagnata da suo figlio Marc-Louis, ha incontrato gli studenti dell’ultimo anno della specializzazione in Storia-Geografia, Geopolitica e Scienze Politiche (HGGSP), insieme allo storico medievista Michel Lauwers, venuto a presentare le opere di Marc Bloch.

In un commosso omaggio, Suzette Bloch ha espresso il suo orgoglio e la sua emozione per la traslazione al Pantheon di questo nonno al tempo stesso umile e monumentale: grande storico, docente, patriota convinto, e capo della Resistenza, torturato e assassinato dai nazisti nel 1944. Ha inoltre ricordato la figura della nonna, Simonne Bloch, alla quale Marc era profondamente legato. Simonne, oltre a occuparsi della vita familiare, si dedicava alla revisione e all’archiviazione dell’opera prolifica del marito, e sarà anch’essa accolta al Pantheon.

Per quanto riguarda la cerimonia, Suzette Bloch ha richiamato le richieste specifiche espresse dalla famiglia in una lettera al Presidente: la presenza di giovani studenti delle scuole medie e superiori, l’assenza di qualsiasi forma di strumentalizzazione politica, religiosa o comunitaria, e l’esclusione netta dell’estrema destra. Ha infine rivolto un messaggio agli studenti, esprimendo fiducia nella loro capacità di appropriarsi della figura di Marc Bloch, del suo impegno per la libertà, della sua rigore morale e del suo coraggio, affinché diventino cittadini consapevoli.

Marc-Louis, pronipote di Marc Bloch ed ex allievo del Lycée Chateaubriand, all’epoca in cui sua madre Suzette lavorava all’AFP di Roma, ha poi preso la parola raccontando il legame personale che lo unisce a questo antenato. È seguito uno scambio con gli studenti.

Michel Lauwers ha infine presentato il percorso e l’opera di questo uomo d’eccezione, che ha trasformato la storia in una disciplina aperta alle altre scienze umane, poiché «la storia non è la scienza del passato, ma quella degli uomini e del cambiamento». Si passa così dalla “storia critica” alla “storia problema”, rendendo imprescindibile l’interdisciplinarità. L’inventiva di Marc Bloch lo porta a interrogarsi sulle testimonianze, sulle fake news e sul loro interesse per lo storico. Sottolinea inoltre la necessità di una storia comparata delle società europee, proposta come progetto di insegnamento al Collège de France. Michel Lauwers conclude la sua presentazione richiamando L’Étrange défaite e il celebre passaggio:

«Sono ebreo […] Non rivendico mai la mia origine se non in un caso: di fronte a un antisemita.»

Un sentito e caloroso ringraziamento ai nostri tre ospiti.

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